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Watalappam (budino di jaggery e cocco dello Sri Lanka)

Il watalappam (වටලප්පන්), scritto anche watalappan, è un budino scuro e speziato a base di uova, latte di cocco denso e jaggery, lo zucchero di palma non raffinato che gli dà il suo colore bruno intenso e una dolcezza leggermente affumicata. Il cardamomo è la spezia che lo caratterizza, spesso affiancato da un po' di noce moscata e chiodi di garofano, e la superficie si completa con anacardi. Si cuoce al vapore finché è appena rappreso, poi si fa raffreddare e si taglia a fette morbide o si serve a cucchiaiate in piccole tazzine.

Il dolce è fortemente legato alla comunità musulmana dello Sri Lanka. Non manca mai all'Eid al-Fitr, alla fine del Ramadan, e compare a matrimoni e altre feste, ma oggi si prepara nelle case di tutte le comunità ed è uno dei dolci dello Sri Lanka più familiari nei menu di ristoranti e hotel.

Come preparare il watalappam

  • Per 8 persone
  • Preparazione: 20 minuti (+ 20 minuti di raffreddamento, 3 ore in frigorifero)
  • Cottura: 50 minuti
  • Difficoltà: facile

Ingredienti

  • 400 g di jaggery di kithul o di palma da cocco, grattugiato o tritato finemente
  • 100 ml di acqua
  • 400 ml di latte di cocco denso
  • 8 uova, a temperatura ambiente
  • 8 baccelli di cardamomo, semi macinati (circa 1 cucchiaino)
  • 1/4 cucchiaino di noce moscata grattugiata al momento
  • 1 pizzico di chiodi di garofano macinati (facoltativo)
  • 1 pizzico di sale
  • 30 g di anacardi, tagliati a metà e leggermente tostati
  • 1 cucchiaino di burro o olio, per ungere lo stampo

Procedimento

  1. Sciogliere il jaggery. Mettere il jaggery e l'acqua in un pentolino a fuoco basso e mescolare per 3-5 minuti, finché non si è sciolto completamente in uno sciroppo liscio. Non far bollire forte.
  2. Aggiungere il latte di cocco. Togliere il pentolino dal fuoco, incorporare il latte di cocco e lasciar raffreddare il composto a temperatura ambiente, circa 20 minuti. Lo sciroppo caldo farebbe rapprendere le uova a grumi.
  3. Sbattere le uova. In una ciotola capiente sbattere le uova a mano per 2-3 minuti, solo finché albumi e tuorli sono ben amalgamati. Evitare la frusta elettrica: troppa schiuma forma in superficie uno strato spugnoso anziché un budino liscio.
  4. Unire e aromatizzare. Versare il composto di jaggery raffreddato sulle uova, aggiungere il cardamomo, la noce moscata, i chiodi di garofano se si usano e il sale, e mescolare delicatamente fino a ottenere un composto omogeneo.
  5. Filtrare. Ungere uno stampo resistente al calore da circa 1,5 litri (o 8 tazzine) e versarvi il composto attraverso un colino fine, per trattenere i filamenti d'uovo e le impurità del jaggery. Eliminare la schiuma.
  6. Coprire. Coprire lo stampo con un coperchio o un foglio di alluminio. Se il coperchio della vaporiera gocciola, avvolgerlo in un canovaccio pulito perché la condensa non cada sul budino.
  7. Cuocere al vapore. Mettere lo stampo su una griglia sopra acqua che sobbolle e cuocere al vapore a fuoco medio-basso per 45-55 minuti (15-20 minuti per le tazzine), finché i bordi sono sodi, il centro trema appena e uno stecchino esce pulito.
  8. Guarnire e raffreddare. Cospargere la superficie di anacardi, poi estrarre lo stampo e lasciarlo raffreddare a temperatura ambiente.
  9. Refrigerare. Tenere in frigorifero almeno 3 ore, o tutta la notte, finché è freddo e ben rappreso, poi tagliare e servire.

Si può cuocere il watalappam in forno anziché al vapore?

Sì. Il vapore è il metodo tradizionale, ma lo stesso composto cuoce bene a bagnomaria. Sistemate lo stampo coperto in una teglia, versate acqua calda fino a metà delle sue pareti e cuocete a 160°C per circa 1 ora, finché uno stecchino esce quasi pulito. Alcuni cuochi casalinghi usano anche la pentola a pressione come scorciatoia. Qualunque metodo scegliate, un calore dolce dà la consistenza più liscia.

Perché il watalappam ha dei piccoli buchi?

Un watalappam classico non è perfettamente liscio come un crème caramel: al taglio mostra spesso piccole cavità piene di sciroppo scuro. Nascono dalla cottura al vapore a fuoco piuttosto vivace, e molti cuochi le apprezzano. Per un budino più compatto e setoso, tenete il fuoco basso e l'acqua a un leggero sobbollire. Uno strato spesso, chiaro e spugnoso in superficie è un'altra cosa e di solito significa che le uova sono state sbattute troppo.

Quale jaggery usare?

Il jaggery di kithul, ricavato dalla linfa della palma kithul (Caryota urens), è la prima scelta tradizionale per il colore scuro e il sapore affumicato e caramellato. Si usa anche il jaggery di palma da cocco, che dà un risultato un po' più chiaro. Fuori dallo Sri Lanka vanno bene lo zucchero di palma o lo zucchero muscovado scuro, anche se il sapore è meno complesso. Assaggiatene prima un pezzetto: la dolcezza del jaggery varia, quindi regolate di 50 g in più o in meno secondo il gusto.

Da dove viene il watalappam?

Si ritiene in genere che il watalappam sia arrivato in Sri Lanka con i malesi dello Sri Lanka, i cui antenati furono portati sull'isola dall'arcipelago indonesiano durante il periodo coloniale olandese. Somiglia molto al serikaya, un budino malese cotto al vapore a base di uova, latte di cocco, zucchero di palma e pandan, e serikaya è ancora il nome del dolce nel malese dello Sri Lanka. Da lì fu adottato dall'intera comunità musulmana e poi da tutta l'isola. L'origine della parola è incerta; un'ipotesi la collega ai termini tamil per tazza (vattil) e dolce (appam).

Quali varianti esistono?

  • Latte condensato: alcuni cuochi sostituiscono parte del latte di cocco con latte condensato zuccherato per un budino più ricco e più dolce, riducendo il jaggery per compensare.
  • Più spezie: un po' di chiodi di garofano macinati e di noce moscata sono comuni, e alcune famiglie aggiungono allo sciroppo una foglia di pandan annodata o qualche goccia di vaniglia o acqua di rose.
  • Tazzine monoporzione: cuociono più in fretta al vapore e sono il modo abituale di servire il watalappam nei grandi ritrovi.

Quanto si conserva il watalappam?

Coperto in frigorifero, il watalappam si conserva bene per 2-3 giorni, e molti cuochi lo trovano più buono il secondo giorno. Servitelo freddo o appena fresco, da solo o accanto ad altri dolci delle feste come il pani kadju e i kokis.

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