L'Unduvap Poya cade nel giorno di luna piena di Unduvap, il nono mese del calendario lunare singalese, che di solito corrisponde a dicembre nel calendario gregoriano. È uno dei giorni di poya spiritualmente più significativi dello Sri Lanka e commemora un evento che ha plasmato l'identità buddhista dell'isola più di duemila anni fa: l'arrivo del sacro germoglio dell'albero Bo ad Anuradhapura.
Qual è il significato dell'Unduvap Poya?
L'Unduvap Poya commemora l'arrivo sulle coste dello Sri Lanka di Sangamitta Theri, figlia dell'imperatore indiano Ashoka. Portava con sé un germoglio del Jaya Sri Maha Bodhi, proprio l'albero sotto il quale, secondo la tradizione, il Buddha raggiunse l'illuminazione a Bodh Gaya, nel Bihar, in India. Il suo viaggio è considerato uno degli eventi più decisivi della storia religiosa dello Sri Lanka, perché portò sull'isola sia il germoglio della Bodhi sia l'ordine delle monache buddhiste (Bhikkhuni Sasana).
La giornata onora anche il sacrificio personale di Sangamitta: lasciò casa e famiglia per dedicare la vita alla diffusione del Dhamma, rendendo l'Unduvap Poya una celebrazione tanto della devozione quanto della rinuncia.
Qual è la storia del sacro albero Bo di Anuradhapura?
Nel III secolo a.C. Sangamitta Theri portò un ramo meridionale dell'albero della Bodhi da Bodh Gaya allo Sri Lanka, arrivando in un giorno di Unduvap Poya. Il re Devanampiya Tissa ricevette il germoglio e lo piantò nel 288 a.C. nel parco Mahamevnawa di Anuradhapura. Da allora l'albero è stato curato e venerato senza interruzione, il che lo rende il più antico albero vivente piantato dall'uomo con data di piantagione accertata: un primato che lo distingue da ogni altro albero sacro al mondo.
Oggi il Jaya Sri Maha Bodhi di Anuradhapura è una delle reliquie buddhiste più venerate dello Sri Lanka e richiama pellegrini da tutta l'Asia durante tutto l'anno. Nel giorno dell'Unduvap Poya il sito è particolarmente affollato: migliaia di devoti si mettono in viaggio per offrire fiori, accendere lampade a olio e osservare i cinque precetti.
Dove si trova Anuradhapura e perché è importante?
Anuradhapura fu la prima capitale dello Sri Lanka e la principale sede della civiltà buddhista per oltre 1300 anni. Al suo apice la città ospitava enormi dagoba (stupa), palazzi reali, ingegnosi sistemi di irrigazione e vasti complessi monastici. Fu abbandonata dopo un'invasione nel 993 d.C. e poco a poco inghiottita dalla foresta circostante, per essere poi riscoperta, scavata e restaurata in epoca moderna.
Nel 1982 Anuradhapura è stata iscritta come Patrimonio dell'Umanità UNESCO, in riconoscimento del suo eccezionale valore culturale e religioso universale. Oggi i visitatori possono passeggiare tra gli antichi stupa – tra cui il Ruwanwelisaya e il Jetavanaramaya – ed esplorare i resti di monasteri ed edifici reali che un tempo fecero di questo luogo uno dei grandi centri urbani dell'Asia meridionale.
Come osservano l'Unduvap Poya gli srilankesi?
Come tutti i giorni di poya, l'Unduvap è festivo in tutto lo Sri Lanka. La vendita di alcolici è limitata e la maggior parte dei buddhisti devoti segue una routine quotidiana più rigorosa, che comprende la visita al tempio, l'ascolto dei sermoni sul Dhamma e l'osservanza del sil, la pratica di assumere gli otto precetti per la giornata. I fedeli si vestono di bianco come segno di osservanza religiosa.
Ad Anuradhapura l'Unduvap Poya richiama folle particolarmente numerose. Pellegrini da ogni angolo dell'isola girano intorno al Jaya Sri Maha Bodhi, offrono la puja e partecipano a celebrazioni religiose che durano tutta la notte. L'atmosfera unisce una profonda solennità a quel calore comunitario tipico della cultura buddhista dello Sri Lanka.
L'Unduvap Poya ha un significato particolare anche per le donne dello Sri Lanka?
Sì, ed è una dimensione della giornata spesso trascurata. L'arrivo di Sangamitta Theri istituì in Sri Lanka la Bhikkhuni Sasana, l'ordine delle monache buddhiste. Grazie a lei le donne poterono ricevere l'ordinazione formale e intraprendere la via monastica, un diritto che prima sull'isola non esisteva. Per questo l'Unduvap Poya ha una risonanza particolare nelle discussioni sul ruolo delle donne nel buddhismo theravada e talvolta viene celebrato con cerimonie specifiche in onore dell'eredità di Sangamitta.
Cos'altro possono visitare i viaggiatori ad Anuradhapura e dintorni?
Oltre al Jaya Sri Maha Bodhi, Anuradhapura offre una straordinaria concentrazione di monumenti antichi distribuiti su un'ampia area archeologica. L'imponente dagoba Ruwanwelisaya, le rovine del Thuparama – considerato il dagoba più antico dello Sri Lanka – e il vasto complesso monastico di Abhayagiri sono tutti a portata di mano. Nella regione si trova anche il Parco Nazionale di Wilpattu, il più grande dello Sri Lanka, dove leopardi, orsi labiati ed elefanti si muovono in un paesaggio punteggiato di laghi.
Chi ha più tempo abbina spesso Anuradhapura a Polonnaruwa, la seconda antica capitale dell'isola, per ripercorrere in un unico itinerario l'arco delle prime civiltà dello Sri Lanka. Le due città fanno parte del Triangolo Culturale e si completano bene: Anuradhapura per le sue tradizioni religiose vive, Polonnaruwa per le sue strutture medievali sorprendentemente integre.
Quando pianificare una visita ad Anuradhapura per l'Unduvap Poya?
Dicembre è in genere un buon periodo per visitare la provincia Centro-Settentrionale, dove si trova Anuradhapura. Le piogge monsoniche che interessano il sud e il sud-ovest dell'isola di solito si sono attenuate e le temperature sono più sopportabili che nel pieno della stagione secca. Viaggiare in prossimità del giorno di poya permette di vedere la città nel suo momento di massima vitalità spirituale, ma gli alloggi si esauriscono in fretta: conviene organizzarsi con diverse settimane di anticipo. Se preferisci una visita più tranquilla, arrivare uno o due giorni prima o dopo la luna piena ti consente di accedere a tutti i monumenti con molta meno folla.
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