Soma è il secondo romanzo di Martin Wickramasinghe (1890-1976), pubblicato per la prima volta nel 1920, l'anno in cui entrò nella redazione del quotidiano Dinamina. Questa è un'edizione in lingua singalese. Il titolo completo originale recava il sottotitolo "ovvero l'amore eterno", che enuncia apertamente il tema del libro.
Dopo che il suo primo romanzo, Leela, aveva usato la narrativa per sostenere le idee scientifiche moderne senza trovare lettori, con Soma Wickramasinghe si volse al romanzo sentimentale allora in voga in singalese, sulle orme di scrittori come M. C. F. Perera e il suo amico W. A. Silva. La trama si regge su un triangolo amoroso: due fratelli gemelli, Edmund e Peter, si innamorano entrambi di Soma, l'unica figlia di una famiglia vicina. Soma ama Peter e considera Edmund un fratello, e la storia si complica per un precedente scambio di lettere d'amore con un giovane di nome Sextus, che porta a uno scontro. L'eroina è tratteggiata come un modello di virtù cresciuto nei valori buddhisti singalesi, e il narratore interrompe a tratti il racconto per riflettere sulla natura dell'amore e per difendere le donne dalla scarsa considerazione in cui le tiene la poesia singalese classica.
Il libro andò esaurito pochi mesi dopo l'uscita. Lo stesso Wickramasinghe lo descrisse in seguito come un melodramma romantico alla maniera europea, privo di personaggi e di linguaggio realistici, e i romanzi che scrisse subito dopo furono tentativi di allontanarsene. I critici lo considerano un'opera giovanile, d'apprendistato, ma rivelatrice: mostra la partecipazione del giovane scrittore alla condizione delle donne, un filo che attraversa i suoi romanzi degli anni 1920.
Questa edizione interesserà i lettori singalesi che seguono l'opera di Wickramasinghe in ordine di scrittura, e chiunque sia curioso della narrativa popolare singalese negli anni precedenti Gamperaliya.
- Autore: Martin Wickramasinghe
- Pubblicazione: 1920
- Lingua: singalese



